EUROPA: VERTICI UE E LEADER RELIGIOSI. SCHÜSSEL (CONSIGLIO), "L’INTEGRAZIONE HA BISOGNO DEL CONTRIBUTO DELLE RELIGIONI"

"Per ripensare l’Europa, occorre ripartire dall’anima": citando una frase di Jacques Delors, presidente della Commissione Ue fra gli anni ’80 e ’90, l’attuale presidente di turno del Consiglio europeo, Wolfgang Schüssel, ha dato il benvenuto, assieme a José Manuel Barroso, ai leader religiosi che prendono parte al meeting sul tema "Diritti fondamentali e rispetto reciproco", in corso a Bruxelles. "Abbiamo valori e obiettivi comuni – ha aggiunto il premier austriaco – e vogliamo ulteriormente confrontarci su termini come verità, integrazione, solidarietà, sussidiarietà. Inoltre questa è un’occasione per riflettere su quale tipo di società vogliamo creare, dove ci sia posto e rispetto per tutti". Schüssel ha quindi ricordato che "quello di oggi è un appuntamento di una serie avviata da tempo e che intendiamo proseguire, perché siamo convinti che l’Unione europea abbia bisogno del contributo che può venire dalle religioni" e dai "credenti delle diverse fedi". Al tavolo del dibattito siedono una ventina di personalità, fra cui il Dalai Lama, che rappresenta la comunità buddista, il vescovo di Londra Richard Chartres (anglicano), l’ayatollah Seyyed Abbas Ghaemmaghami e l’imam Abduljalil Sajid (musulmani), il rabbino capo di Bruxelles Albert Guigui, il vescovo Athanasios (ortodosso greco), il pastore Jean Arnold de Clermont (chiesa evangelica-luterana).