"Il ruolo dei laici sarà centrale nell’introduzione ai lavori e ogni spazio di discussione sarà avviato dalla relazione di diversi esperti". Lo ha confermato mons.Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, che questa mattina a Verona ha presentato il IV convegno nazionale ecclesiale che si terrà nella città scaligera dal 16 al 20 ottobre. "Viviamo un tempo in cui la cultura dominante è aprogettuale, basata sull’immediato. Invece ha aggiunto il vescovo – l’impegno del cristiano e della comunità è di dare un nuovo slancio, di testimoniare che è possibile un progetto personale e sociale. Quindi, dobbiamo incarnare in questo mondo un modello che sia contagioso. I cinque ambiti del convegno, la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità, la tradizione, la cittadinanza, sono gli aspetti centrali a cui la vita cristiana deve saper dare nuove risposte". La scelta di Verona non è stata casuale, ha quindi spiegato il segretario generale della Cei perché "questa città è storicamente territorio di fede vissuta, di attenzione ai poveri, di missionarietà, di iniziative importanti sul piano educativo. Santi e beati veronesi, come san Daniele Comboni, si sono aperti alle necessità dei fratelli in pieno spirito evangelico. Una testimonianza viva che abbiamo chiesto anche a tutte le regioni ecclesiastiche di portare, indicando quale personaggio del Novecento sia stato, con la sua vita, un testimone di vita cristiana".