"Arginare i segni di morte" presente nella cultura odierna e "contribuire alla soluzione di alcuni nodi che investono la persona, la famiglia e la società". E’ il compito affidato ai credenti nel campo dei media da mons. Giovan Battista Pichierri, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie. Nel messaggio inviato ai giornalisti, agli operatori della comunicazione sociale e ai fedeli in occasione della 40ma giornata mondiale delle comunicazioni sociali, in programma domenica prossima, 28 gennaio, sul tema:" I media: rete di comunicazione, comunione e cooperazione", il presule invita i cristiani a "comunicare la speranza" in ambiti in cui "molti uomini e donne sono attanagliati dalla conflittualità, dal relativismo, dalla fatica, dalla sofferenza, dalla tristezza, dalla paura, dall’incertezza, dalla confusione e offuscamento della verità". Facendo riferimento, in particolare, ai cinque ambiti indicati dalla Tracia preparatoria al IV Convegno ecclesiale nazionale (vita affettiva, lavoro e festa, fragilità umana, tradizione, cittadinanza), che si svolgerà a Verona dal 16 al 20 ottobre sul tema: "Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo", mons. Pichierri invita i fedeli ad "offrire il nostro contributo in termini di presenza e di proposta, teso a far risplendere la dignità della persona umana: in questo problematico scenario sociale, i mezzi della comunicazione sociale, sia quelli di ispirazione cristiana che laici, devono diventare fattore di autentica formazione, informazione e comunicazione di speranza".