GIUSEPPE LAZZATI: CARD. TETTAMANZI, HA SEMPRE PENSATO LA "DISTINZIONE SENZA SEPARAZIONE"

"Uomo di fede e di cultura"; "cristiano al servizio della Chiesa e della polis"; educatore "esigente e appassionato": la figura di Giuseppe Lazzati (1909-1986), studioso di letteratura cristiana antica, responsabile di Azione cattolica, padre costituente, rettore dell’Università Cattolica, viene ricordata oggi all’ateneo milanese nel convegno "Fede e cultura in Giuseppe Lazzati". Tra i relatori i cardinali Dionigi Tettamanzi, Carlo Maria Martini e il rettore Lorenzo Ornaghi. L’arcivescovo di Milano ha sottolineato la "milanesità" del professore scomparso venti anni or sono: "Lazzati – ha affermato il card. Tettamanzi – appartiene alla cultura, alla storia e alla vita della Chiesa ambrosiana. La sua fu una fede adulta, spesa per l’animazione cristiana delle realtà temporali". Lazzati, ha aggiunto, insegna come "la fede debba crescere anche mediante la cultura per potersi confrontare con la realtà secolarizzata" e svolgere "con coscienza l’azione di apostolato nel mondo". Lazzati, anticipatore ed elaboratore "di una teologia del laicato legata al Concilio", ha riflettuto "sulla distinzione, senza separazione, tra azione cattolica e azione politica, attirandosi le critiche sia del mondo laicista, sia del mondo confessionale più chiuso". Essenziale il "suo sapiente contributo per aiutare i cattolici a pensare politicamente per poi agire di conseguenza", impegno che "lo portò a fondare, nel 1984, l’associazione "Città dell’uomo". (segue)