MONDIALI CALCIO: UCESM, "CARTELLINO ROSSO" CONTRO LO SFRUTTAMENTO SESSUALE

A tre settimane dall’inizio dei Mondiali di calcio, il 9 giugno, in Germania, sventolano già i primi cartellini rossi. Non contro i giocatori in campo ma contro lo sfruttamento sessuale e la prostituzione forzata. Arbitro inflessibile è l’Unione delle Conferenze europee dei superiori e delle superiore maggiori (Ucesm) che sta appoggiando le iniziative di alcune congregazioni religiose femminili secondo le quali in occasione dei prossimi campionati, circa 40.000 giovani saranno trasferite verso la Germania per esercitare la prostituzione. "Cartellino rosso allo sfruttamento sessuale e alla prostituzione forzata" è lo slogan della campagna che è cominciata con azioni preventive nei Paesi di origine delle donne. In corso anche campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica europea ed è stata aperta una linea telefonica aperta 24 ore su 24 per aiuti on line. A coordinare la campagna è il gruppo di lavoro "Solidarity with women in Distress – Solwodi" (Solidarietà con le donne in pericolo), una Ong tedesca che aiuta le donne provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Asia, dall’America Latina e dall’Africa che sono cadute vittime del traffico di donne. A sottolineare questo pericolo è anche la Rete internazionale Rigys, delle Missionarie Oblate, che hanno, a loro volta, lanciato, un’altra iniziativa denominata "Fuorigioco!" che mira a dare sostegno alla risoluzione del Parlamento europeo contro la prostituzione forzata nella cornice di avvenimenti sportivi mondiali.