Dodici guglie restaurate, 150 mila ore di lavoro, 9 milioni di euro fin qui spesi, 125 dipendenti all’opera dal 2002.È solo un primo micro-bilancio del restauro della facciata del duomo di Milano emerso stamattina, alla conferenza stampa sul progetto di comunicazione per il duomo. La cattedrale da sempre è "simbolo della città e rappresenta le radici storiche dei suoi cittadini cattolici, ma non solo", ha ricordato mons. Luigi Manganini, arciprete del duomo di Milano. "L’intervento di restauro integrale della facciata – ha spiegato Renzo Raggio, amministratore delegato di Ekletica, la società che con il supporto di della Conferenza Episcopale Italiana ha ideato per il duomo il progetto di comunicazione e found raising – ha richiesto un immenso impegno a più livelli: reperimento fondi, realizzazione telo che veste ponteggi con gigantografie di opere coerenti sul piano della comunicazione con il valore sociologico, culturale, religioso di uno dei monumenti più significativi del mondo, ricerca di sostegno nell’ambito di un marketing sociale",. "La maxi-affissione che riprende un’opera di Jean Michel Folon (una mano protesa verso l’alto) che da stamattina campeggia sulla facciata del duomo è anche un punto e a capo sui lavori: il suo perimetro superiore coincide con la linea in cui sono arrivati fin qui i restauri", ha precisato Benigno Mörlin Visconti Castiglione, direttore della Veneranda Fabbrica del Duomo.