Benedetto XVI, rivolgendosi all’ambasciatore della Moldavia, ha invece fatto riferimento alla questione dell’autoproclamata Repubblica autonoma di Transdnistria, una fascia di territorio che vive da tempo in una situazione di illegalità internazionale. Il Papa chiede al governo moldavo “di perseverare nella ricerca di una soluzione pacifica", in "armonia" con gli organismi internazionali, "per risolvere la disputa”. Parlando poi all’ambasciatore di Capoverde il Papa ha ricordato che “è dovere dei Paesi che ricevono persone immigrate praticare un’accoglienza fraterna e legiferare per favorire il loro degno inserimento nella società, nel rispetto della loro legittima identità. Ma è anche necessario prendere in considerazione gli squilibri socio-economici, i rischi di una globalizzazione senza regole e le situazioni di violenza o di violazione dei diritti della persona che sono fattori importanti delle migrazioni”. All’ambasciatrice australiana il Papa ha parlato della difficile situazione sociale degli aborigeni, ma soprattutto dell’attesa e dei preparativi per l’evento di Sidney, nel 2008. “Più che un evento – ha sottolineato – la Giornata mondiale della gioventù è tempo di profondo rinnovamento ecclesiale, specialmente tra i giovani”. Benedetto XVI ha poi elogiato l’atteggiamento degli australiani, che riconoscono l’importanza del matrimonio e della vita domestica stabile: “Essi concordano sul fatto che le pseudo-forme di ‘matrimonio distorcono il disegno del Creatore e minano la verità dell’umana natura, confondendo un falso senso della libertà con la vera libertà”.