CODICE DA VINCI: SIGNIS, “NON È UN CAPOLAVORO CINEMATOGRAFICO”

“Tanto rumore per così poco…”: con queste parole Signis, l’Associazione cattolica mondiale per la comunicazione che riunisce membri di 140 Paesi, liquida il film di Ron Howard “Il Codice da Vinci”, tratto dall’omonimo libro di Dan Brown e proiettato ieri sera a Cannes in anteprima alla stampa, alla vigilia della presentazione ufficiale di questa sera in apertura al 59° Festival. “Molti cristiani di diversa formazione e sensibilità – afferma oggi Signis in una nota – erano preoccupati per l’uscita” del film che “lungi dall’essere un capolavoro cinematografico non è che un semplice strumento di intrattenimento popolare”. Se “il romanzo tentava di convincere i lettori con ipotesi infondate e strampalate teorie – si legge ancora nella nota – il film tenta piuttosto di compiacere tutti e di non urtare nessuno”. Di qui gli interventi degli sceneggiatori, volti “a sfumare le affermazioni più controverse del romanzo sulla Chiesa, la divinità di Gesù, il ruolo di Maria Maddalena e perfino l’Opus Dei”. “Il bombardamento mediatico che ha seguito la pubblicazione del romanzo – conclude Signis – ha dimostrato l’enorme impatto sul pubblico delle campagne di promozione. Speriamo che la Chiesa possa beneficiare di questo fenomeno per spiegare i fondamenti teologici della fede e della speranza cristiane”.