"Credo si tratti di un atto vandalico privo di connotazioni antisemite. Profanazioni di cimiteri ebraici in altre città sono sempre state accompagnate da scritte e rivendicazioni di tipo ideologico, tendenzialmente da parte di gruppi o personaggi di estrema destra. Resta, tuttavia, l’oltraggio ad un’intera comunità e alla sua memoria". Lo ha dichiarato al Sir Adriana Goldstaub che dirige l’archivio del pregiudizio antiebraico e dell’antisemitismo contemporaneo della Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec) di Milano. Commentando l’episodio delle lapidi divelte e profanate all’interno del cimitero ebraico del capoluogo lombardo, Goldstaub ha affermato che "quanto è accaduto è una grave ferita perché colpisce un punto debole, la memoria dei nostri cari, e rappresenta una minaccia all’identità perché esiste il timore che si tratti di violenza antiebraica". Per questo motivo ha invitato a "non abbassare la guardia sul fenomeno dell’antisemitismo che in Italia ha connotazioni meno violente rispetto ad altri Paesi europei, Francia e Gran Bretagna in testa, ma è più verbale con una presenza strisciante in libri, articoli e discorsi". "Oggi ha concluso – c’è un terreno fertile per l’antisemitismo alimentato anche da un clima politico acceso e litigioso che non permette di lavorare tutti insieme per la nostra nazione. E’ urgente trovare modi per una convivenza civile".