ASSEMBLEA CEI: CARD. TETTAMANZI, “TUTTI NELLA CHIESA DEVONO POTER PARLARE”, NO ALLA “POLITICA DEI PROCLAMI” (2)

"Essere attenti a presentare tutti i valori secondo la loro gerarchia – ha puntualizzato Tettamanzi – non deve essere semplicemente oggetto di proclamazione, ma di realizzazione concreta". Spetta alla politica, in particolare, "lavorare sulle condizioni reali di un Paese, di una società, perché i diritti fondamentali possano essere realizzati nel segno del bene comune. Se non si lavora sulle condizioni per cui realizzare questi valori", ha ammonito il porporato, "il rischio è che ci sia una gerarchi che proclami i valori, ma che non ci sia un laicato che li realizzi". Come ha sottolineato il Papa nella sua prima enciclica, "la Chiesa è interessata alla giustizia, ma anche a fornire energie morali e spirituali a persone a cui senza le quali la questioni dei diritti rimarrebbe solo una questione verbale". Spetta ai dunque ai laici cristiani, secondo Tettamanzi, e a chi è impegnato in politica testimoniare "in maniera libera, responsabile, coerente, direi obbediente, tutti i valori, nel contesto concreto delle condizioni reali: se manca tutto questo, il rischio è fare proclami etici, ma non una vera e propria politica". Interrogato sulla "spaccatura" dell’Italia evidenziata dalle urne, Tettamanzi l’ha definita "una situazione di divisione presente non solo a livello politico, ma permanente", in quanto "accompagna la nostra vita e la nostra storia da sempre"; accanto ad essa c’è però "il bisogno di unità profonda, la consapevolezza che i problemi ci sono e vanno affrontati, se si vuole vivere in maniera più serena e più umana".