"Qualcosa sta cambiando profondamente nel modo in cui le persone diventano cristiane nel nostro tempo". E’ una delle constatazioni che ha fatto da sfondo al decimo incontro dei vescovi con i direttori nazionali per la catechesi in Europa, svoltosi nei giorni scorsi per iniziativa del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) e della Cei, sul tema: "L’iniziazione cristiana come processo per divenire cristiani".. "L’importanza di mantenere i contatti con i nuovi membri della chiesa si legge nel comunicato finale diffuso oggi dal Ccee – è stata evidenziata da partecipanti di tutta l’Europa, alla luce del preoccupante tasso di defezione già nel primo periodo che segue il catecumenato". "Il servizio e l’ascolto si legge ancora nella nota – sono ovunque le parole chiave, e riguardano tutti coloro che sono coinvolti nel processo", visto che oggi "molti di coloro che si avvicinano alla Chiesa sono persone alla ricerca dello spirituale, non persone che ‘obbediscono alla cieca’, come succedeva una volta". Di qui la necessità di "una solida formazione dei catechisti", da affidarsi non più "soltanto alla buona volontà". Tra le novità dell’incontro, la relazione del gruppo di lingua russa, dalla quale è emerso che "coloro che sono sopravvissuti come membri di comunità Cattoliche clandestine sono ancora diffidenti verso gli incontri di gruppo e lo scambio di esperienze, e intraprendono un cammino molto individuale verso i sacramenti".