I cristiani e le loro comunità cristiane ha aggiunto il card. Scola – sanno bene che il desiderio di felicità e la pienezza di libertà non possono di fatto trovare soddisfazione in termini individualistici e privatistici, ma solo attraverso vie comunitarie e solidali di attuazione".” “I cristiani sono "lieti nella speranza", ha spiegato il patriarca di Venezia, "non immotivatamente ma a ragion veduta, dal momento che i segni di questa speranza sono ben individuabili nella nostra storia personale e comunitaria, realisticamente incarnata in quella di tutta la famiglia umana". Le comunità cristiane ha spiegato il porporato – sono chiamate, "dall’urgenza di felicità e di libertà dei nostri fratelli uomini, a divenire sempre più luoghi di comunione effettiva, quindi ambiti di vita ben individuabili così che chiunque possa incontrarvi Gesù". Vivendo una simile comunione parrocchie e aggregazioni diventano "comunità aperte, senza confini. Esse sono di per se stesse missionarie". Al convegno – al quale hanno partecipato circa 5000 membri del Movimento Apostolico – sono intervenuti, fra gli altri, mons. Antonio Ciliberti, arcivescovo di Catanzaro-Squillace e il presidente della Conferenza Episcopale Calabra, mons. Vittorio Mondello, oltre ai responsabili del Movimento nato a Catanzaro nel 1979 e che oggi conta circa sessanta sacerdoti e migliaia di aderenti in Italia e nel mondo. ” “