“I vescovi comprendono che alcuni sans-papier ricorrono all’occupazione delle chiese per portare il loro dramma davanti agli occhi del grande pubblico” e accettano “che ciò avvenga, a condizione che i responsabili locali siano d’accordo” e che non si organizzino scioperi della fame. I presuli del Belgio, al termine di una conferenza stampa svoltasi oggi a Malines, ribadiscono la propria solidarietà ai sans-papier, già espressa in occasione della manifestazione Hop (Hoop Op Papieren. Speranza di ottenere il permesso) dello scorso febbraio ad Anversa. L’occupazione delle chiese, spiegano i vescovi in una nota, “intende dare un segnale forte ed è dunque temporanea. Non può essere certamente interpretata come una forma di ricatto morale della Chiesa sui politici”. “Il problema è innanzitutto umano – ribadiscono – e interpella la coscienza di ognuno. I vescovi non vogliono che associarsi a questo appello” ma, chiariscono, “non consentiranno di essere per questo strumentalizzati o manipolati da qualsivoglia partito. Essi intendono conservare la propria libertà d’espressione”.