Nella dichiarazione di Annan non manca, poi, un riferimento alle "forme alternative di unione che sono divenute più comuni, ad esempio la convivenza senza il matrimonio, oppure i matrimoni di lavoratori migranti che non vivono nella stessa città o nello stesso Paese delle loro spose". Trasformazioni che "mettono in dubbio la struttura della famiglia come la conosciamo. Ci viene richiesto di collaborare per adattare e per definire le politiche pubbliche in modo che possano affrontare le necessità delle famiglie, per assicurare che i servizi di base come il sistema scolastico o sanitario vengano forniti a tutti i cittadini – specialmente ai bambini – a prescindere dalla loro situazione familiare. Alcuni dei cambiamenti nella struttura della famiglia conclude il segretario delle nazioni Unite – hanno anche portato con sé nuove opportunità, ad esempio opzioni nuove e più ampie per le giovani e per le donne. Hanno incentivato i Governi a sviluppare nuove politiche in collaborazione con la società civile".