"Il rischio oggi è che nascano omelie che si adattano al contesto attuale, quali ad esempio omelie spot sintetiche e promozionali, omelie blog personali e diaristiche, omelie ipertesto audaci collegamenti tra argomenti diversissimi trattati tutti con brillante superficialita, omelie new age di forte suggestione e dal significato vago": lo ha detto oggi a Roma, Ruggero Eugeni dell’Università Cattolica di Milano, durante il convegno "L’Omelia: prassi stanca o feconda opportunità?", promosso alla Università Lateranense dall’Istituto Pastorale Redemptor Hominis. "Invece ha proseguito Eugeni la questione non è più quella dei linguaggi da usare, ma piuttosto delle responsabilità cui è chiamata l’omelia nel contesto della comunicazione contemporanea". Secondo il mass-mediologo, anzi, le omelie oggi possono divenire "luoghi di orientamento che permettano un riconoscimento della memoria e delle identità personali e collettive. Credo che l’omelia debba assumersi la responsabilità di costituire uno di questi luoghi di senso".