“Nel 2006 sia l’Ue che la zona euro dovrebbero mostrare una crescita nettamente più sostenuta rispetto allo scorso anno”; ma occorre “realizzare le riforme, correggere gli squilibri di bilancio là dove esistono e investire in ricerca e sviluppo, nell’innovazione e nell’istruzione”. Joaquín Almunia, commissario agli affari economici e monetari, presentando a Bruxelles le “previsioni di primavera”, ha posto oggi l’accento sulle positive prospettive di sviluppo che attendono i 25, ma al contempo ha insistito nel sottolineare i pericoli e le debolezze che permangono nei mercati europei. I dati rilevati dalla Commissione mostrano che la crescita economica nel 2006 “dovrebbe accelerare per attestarsi al 2,3% nell’Unione e al 2,1% nella zona euro”, contro “rispettivamente l’1,6% e l’1,3% del 2005”. Il nuovo “slancio è legato alla ripresa degli investimenti, alla vigorosa crescita mondiale e a un miglioramento delle prospettive in Germana”. Questo trend del Prodotto interno lordo “dovrebbe rallentare nel 2007, per stabilirsi attorno al 2,2% per l’Ue e all’1,8%” per i dodici paesi della zona euro. Secondo l’Esecutivo, il mercato del lavoro dovrebbe crescere di 3,5 milioni di posti nel periodo 2006-2007, rispetto ai 3 milioni di nuovi occupati nel biennio precedente. Ciò consentirebbe di riportare il tasso di disoccupazione dal livello record del 2004 (9%), all’8,2% nel prossimo anno. Stabile infine l’inflazione, di poco superiore al 2%.