CATTOLICI E CITTÀ: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota SIR di questa settimana.

Al tema della cittadinanza è dedicato il quarto appuntamento, questa volta ad Arezzo e Rondine, dall’8 al 14 maggio, verso il Convegno Ecclesiale di Verona. In precedenza a Palermo ci sera riflettuto sulla tradizione, a Terni sugli affetti, a Novara sulla fragilità. E poi a Rimini si lavorerà sul lavoro e la festa. Questi incontri, che si sviluppano su più giornate non sono convegni, ma occasioni a tutto campo, per raccogliere e confrontare idee, sollecitazioni, esperienze. Cinque ambiti per un percorso che il tempo pasquale rilancia nel suo dinamismo teologico di fondo: la centralità di Cristo e l’impegno di testimonianza nel mondo, dal momento che la risurrezione fonda e rende ragionevole la speranza. La scelta dei diversi ambiti è così una sollecitazione forte a misurarsi con rinnovata creatività con le molteplici sollecitazione di un tempo accelerato, anche innovando rispetto alle tradizionali specializzazioni e forme organizzative. Procedere "per ambiti antropologici e non per settori pastorali specifici" certamente sta rappresentando per le diocesi e le molteplici aggregazioni ecclesiali una sollecitazione nuova, che però non è calata improvvisamente, ma rappresenta la maturazione di esperienze, esigenze, disponibilità, già da tempo operanti nel vivo della Chiesa italiana e delle sue molteplici e vitali realtà. Dieci anni fa a Palermo erano stato definito il profilo della presenza e dell’azione dei cattolici nella complessa transizione dell’Italia tra i due secoli. Certo la "transizione" non è finita, nuove sfide si sono aggiunte, tanto nel quadro europeo, che in quello internazionale. Il tema di Verona, "Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo" comporta un più pressante invito alla testimonianza, in relazione proprio alla virtù teologale della speranza. La macchina organizzativa è ormai al lavoro a pieno regime. Ma quel che più conta è che si percepisce una crescente sintonia su questa idea sintetica di una tensione verso una presenza e un’azione della Chiesa e dei cattolici nella vita dell’Italia di oggi e di domani capace di aprire, stimolare al futuro, cioè alla speranza e nello stesso tempo di rendere ragione della stessa, di argomentare, di costruire anche culturalmente questa tensione. C’è qui il lavoro ormai consolidato del Progetto culturale, proprio nell’accezione "contadina" del termine cultura, che rinvia alla concretezza della storia. E si percepiscono anche i frutti del primo anno del nuovo pontificato. Benedetto XVI, che si è presentato come "un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore", ha dedicato all’Italia e alla Chiesa italiana a un’attenzione costante, sollecitandola ed accompagnandola con sicurezza e con amore. Sarà a Verona il 19 ottobre, al culmine di un appuntamento, questo quarto convengo ecclesiale, che già si annuncia ricco di molteplici sviluppi.