"Non c’è forse nulla di più avvincente, per un credente in Cristo, che riflettere con altri su ciò che rappresenta e significa l’avventura cristiana". Ha esordito così l’arcivescovo di Torino, card. Severino Poletto nella sua Lectio magistralis, su "L’avventura cristiana", alla XIX Fiera del libro. È la prima volta che il cardinale partecipa alla manifestazione torinese, la cui edizione 2006 si è inaugurata questa mattina e che ha come tema conduttore l’avventura. Nella sua relazione, tradotta in simultanea nella lingua dei segni da volontari dell’associazione sordo muti, il cardinale ha evidenziato che "l’avventura cristiana non si dà e non è rintracciabile se non all’interno della multiforme avventura dei cristiani in carne e ossa, che hanno accettato di fare della propria vita una risposta alla chiamata di Gesù Cristo". L’avventura cristiana è "sempre intrecciata all’avventura umana" ed è prima di tutto "un’avventura che riguarda Dio". Perché il cristianesimo si contraddistingue "per il fatto di essere la Rivelazione di Dio che va in cerca dell’uomo e che, per questo, agisce e si manifesta nella storia". Il cardinale ha concluso la Lectio, organizzata all’interno delle manifestazioni promosse alla Fiera dal progetto culturale della Cei attraverso l’Associazione Sant’Anselmo, riaffermando che "chi partecipa all’avventura cristiana non si sente affatto estraneo all’avventura del cosmo e dell’umanità, ma sa scorgerne e abitarne con naturalezza le bellezze, così come sa riconoscere i punti di fuga e gli elementi che attendono purificazione e redenzione".