"A farci tornare la speranza aggiunge padre Ibrahim Faltas nel raccontare a Sir e Fisc i giorni dell’assedio alla basilica della Natività – fu la telefonata di Giovanni Paolo II. Le prime parole che mi disse furono: Non abbiate paura, sono con voi e prego per Betlemme". Con i 240 militanti palestinesi in basilica c’erano anche oltre trenta frati provenienti da 17 Paesi, insieme ad armeni, greci e diverse religiose. A distanza di quattro anni padre Faltas è ancora convinto che "il dialogo tra le parti condotto in quei giorni con la mediazione dei frati è ancora oggi la dimostrazione che è possibile parlarsi. Israeliani e palestinesi vogliono la pace. Questa non sarà fermata dal muro, che come tutti i muri verrà, prima o poi, abbattuto, e nemmeno dalla politica". "Riconciliazione e dialogo": queste, secondo Faltas, "sono le parole chiave per avvicinare palestinesi ed israeliani. Due termini che appartengono al patrimonio di fede cristiano. I seguaci di Cristo in Terra Santa sono ormai una piccola minoranza, ma a loro spetta costruire ponti tra ebrei e musulmani, tra palestinesi ed israeliani". "La Chiesa universale – conclude il parroco di Gerusalemme – è chiamata a pregare per la Terra Santa e a sostenere materialmente le comunità locali soprattutto con il pellegrinaggio".