"Condanno nel più forte dei modi questa ripetuta violazione della santità della vita" nella Locride. "La condanno con la scomunica. Quella stessa scomunica che la Chiesa lancia contro chi pratica l’aborto, è ora doveroso, purtroppo, lanciarla contro coloro che fanno abortire la vita dei nostri giovani, uccidendo e sparando, e delle nostre terre, avvelenando i nostri campi, in applicazione estensiva del Canone 1398 C.J.C., sentendo che questa grave sanzione giuridica ci aiuterà di certo a prendere sempre più coscienza del tanto male che ci avvolge, per poi saper reagire con fermezza e ulteriore impegno nel bene, nella difesa della vita, nella preghiera sempre più intensa per chi fa il male, nella formazione in parrocchia, seminando speranza nelle scuole, negli oratori, nei gruppi ecclesiali". Lo scrive mons. Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, in una lettera alla diocesi e che invita i parroci a leggere domenica 2 aprile durante le celebrazioni domenicali. Facendo riferimento ai numerosi avvenimenti in cui si è "violata la sacralità della vita", in forme diverse, ma tutte "ugualmente e gravemente feroci" mons. Bregantini sottolinea che "tutto questo ci coinvolge, in profondo dolore". Per questo è necessario "risvegliare le nostre coscienze, perché mai si lascino abituare al male, ma sempre possano attivare le necessarie forme di reazione, nella logica della Pasqua anche con le tante lacrime versate in questi giorni".