GIOVANNI PAOLO II: MONS. GRAB (COIRA), "UN UOMO DI PROFONDISSIMA PREGHIERA"

"Quando oggi cerco di rievocare la figura di Giovanni Paolo II, vedo il Papa che prega. Ci sono ovviamente anche tutte le immagini che hanno fatto il giro del mondo e che lo ritraggono in tutti i paesi della terra. Ma il ricordo più profondo che ho di Lui è il papa che prega nella sua cappella". Così, mons. Amédée Grab, vescovo di Coira (Svizzera) e Presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee). "Pur nei suoi innumerevoli viaggi internazionali – prosegue il vescovo – Giovanni Paolo II rimane sempre un uomo a contatto con il Signore, un uomo di profondissima preghiera. Lascia in eredità l’invito ad accogliere il Vangelo e la necessità di riannunciare Gesù come fosse il primo girono dopo la sua Resurrezione, andando ovunque, evangelizzando le diverse culture, tornando alle origini della Chiesa nei singoli Paesi. Lui fece tutto questo, provando una simpatia profondissima per il mondo. Ha sempre saputo cogliere la freschezza di quanto lo Spirito Santo desta nella Chiesa e in tutti i popoli, invitando ad aprire le porte a Cristo, a varcare la soglia della speranza e a trovare nel mistero dell’Eucaristia e di Maria la freschezza di una fede rinnovata".