"I media hanno la capacità di cambiare le regole dando vita a nuove forme di cultura più consumista e edonista. Anche l’immagine donna viene strumentalizzata". Lo ha detto, stamattina, Cristina Zucconi, presidente dell’Istituto di studi superiori sulla donna dell’Ateneo pontificio Regina Apostolorum, introducendo i lavori del congresso "Donna e mass media", in corso oggi presso lo stesso Ateneo. Per Ettore Bernabei, presidente di Lux Vide, "oggi, la comunicazione televisiva, è sempre più fuori dalla realtà umana": la televisione "molto spesso finisce per presentare una virtualità astratta, che non esiste nella vita concreta degli uomini e delle donne in carne ed ossa". In particolare, ha evidenziato Bernabei, "le famiglie presentate dalla fiction e dai reality sono quasi sempre dissestate" e "i casi rarissimi di infanticidi, parricidi, pedofilia" trattati come "manifestazioni generalizzate della convivenza familiare" "Nel mondo della comunicazione globalizzata ha aggiunto – Dio non esiste: il denaro, il profitto, la forza e l’avvenenza fisica stanno al suo posto, come assoluti da possedere ad ogni costo". Il giornalista spagnolo Ignasi Miranda ha sottolineato come "l’essenza dell’etica nella comunicazione siano la verità e il rispetto per le persone", mentre il pubblicitario spagnolo Francisco Segarra ha lanciato tre proposte: "Promuovere solo prodotti e servizi utili allo sviluppo umano; non promuovere il consumo irresponsabile; proibire la pubblicità audiovisiva diretta a minori di 12 anni".