"Il governo albanese deve rispettare i suoi obblighi e prendere immediate misure per proteggere la vita di migliaia di donne che subiscono violenza da parte dei loro mariti o partner". E’ quanto chiede Amnesty International in un rapporto diffuso oggi, dal titolo "Albania, violenza contro le donne in famiglia" nel quale denuncia "numerosi casi di donne prese a schiaffi, calci e pugni, minacciate con pistole e coltelli, stuprate e, in alcune circostanze, uccise. Talvolta le vittime non riescono a scampare alla violenza se non ricorrendovi a loro volta oppure suicidandosi. Molte continuano a subire violenza fisica e psicologica e controllo economico. Spesso questi comportamenti vengono giustificati facendo riferimento alla tradizione e alla ‘mentalita” albanese". ‘Sollecitiamo il governo di Tirana afferma Amnesty – a predisporre un piano d’azione con meccanismi di protezione per le donne che subiscono violenza e a incriminare e punire i responsabili, rendendo la violenza domestica un reato penale". Le donne albanesi sono infatti portate a credere che a loro non spettino gli stessi diritti degli uomini e che la violenza domestica sia un elemento normale del matrimonio. Polizia e tribunali non riconoscono e trattano questi casi con la gravità che meritano, non esiste una legge che criminalizza il fenomeno ne’ statistiche. A gennaio una coalizione di organizzazioni non governative ha sottoposto al Parlamento una proposta di legge per prevenire la violenza in famiglia e proteggere le vittime. "Il governo deve rispettare i propri obblighi di diritto internazionale e attuare quanto previsto dalla nuova proposta di legge – sostiene Amnesty International -. Deve farlo attraverso una risposta coordinata che coinvolga il sistema giudiziario e le forze dell’ordine, gli operatori sanitari e altre categorie professionali".