L’invito, espresso nella sua prima dichiarazione, dal primo ministro israeliano Ehud Olmert al presidente palestinese Abu Mazen, per aprire i negoziati di pace, rappresenta "la novità più rilevante e gradita" del dopo-voto israeliano. Per l’esperto di Medio Oriente, padre David Jaeger, è "una grande occasione da cogliere al più presto". "Lo stesso Abu Mazen dichiara al SIR – da tempo chiama Israele al negoziato, ora potrebbe verificarsi questa concordanza di interessi. Ciò che serve è qualcuno che organizzi l’incontro". "Ad occuparsene dovrebbe essere il Quartetto (Usa, Onu, Russia e Ue) o la conferenza di Madrid che rimane la cornice politica legale internazionale per tutti i trattati di pace israelo-arabi". Da questi negoziati resterebbe fuori Hamas: "Abu Mazen spiega padre Jaeger – porterebbe avanti il negoziato non come presidente dell’Autorità palestinese, che non è abilitata a trattare, ma dell’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Gli accordi internazionali sono sempre stati fatti con l’Olp. L’Autorità palestinese è solo l’amministrazione semi-autonoma di una parte dei Territori occupati in attesa di un trattato di pace che sancisca la nascita di uno Stato. La rappresentanza internazionale della nazione palestinese è l’Olp. Quando questo raggiungerà la pace con Israele e nascerà lo stato palestinese, l’autorità palestinese cesserà di esistere. Ci saranno, allora, nuove elezioni per le istituzioni ed è assolutamente certo che l’elettorato approverà a grande maggioranza le scelte dell’Olp".