UNIVERSITÀ: SANTA SEDE, UN CONVEGNO SUL "PROCESSO DI BOLOGNA" PER "RENDERE PIÙ ATTRAENTI" GLI ATENEI EUROPEI A PARTIRE DALLE "RADICI CRISTIANE" (2)

"La Chiesa ha svolto, senza dubbio, un ruolo importantissimo nel nascere delle Università", visto che quasi tutti i più antichi Atenei "sono stati creati o dai Papi o con la forte partecipazione della Chiesa". A ricordarlo è stato il card. Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, precisando che nel "processo di Bologna" sono inserite in particolare le Università e Facoltà ecclesiastiche, "proprie della Santa Sede" e "a essa vincolate" in quanto a nome di essa conferiscono titoli accademici; le oltre 1.300 Università cattoliche sparse nel mondo, invece, "non entrano nel processo di Bologna come istituzioni della Santa Sede", ma si inseriscono "nella situazione e nella legislazione dei singoli Paesi", osservando però, "per mantenere il carattere cattolico", quanto stabilito dalla costituzione apostolica "Ex Corde Ecclesiae", il primo documento pontificio specifico, di natura legislativa, sulle Università cattoliche, emanato da Giovanni Paolo II il 15 agosto del 1990 e considerato dallo stesso Pontefice la "Magna Charta" in materia. Costruire, entro il 2010, uno "spazio europeo di istruzione superiore": questo, ha ricordato mons. Angelo Vincenzo Zani, sotto-segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, lo scopo principale dell’appello siglato a Bologna nel 1999 da Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia e subito dopo recepito dai rappresentanti di 29 Paesi europei; oggi, al "processo di Bologna" aderiscono 45 Paesi europei, oltre alle istituzioni e organizzazioni internazionali.