” “Un Papa affettuoso. Si potrebbe sintetizzare così l’immagine che di Karol Wojtyla ha la regista Liliana Cavani.”Nel pomeriggio dell’Epifania del 1991 racconta la regista – con poche altre persone, abbiamo visto con il pontefice, il film "Francesco" da me diretto. Lo vidi molto commosso. Mi abbracciò e mi baciò durante la proiezione. Era molto affettuoso. Giudicava cinema e tv, e così gli altri media, utili per avvicinare il mondo.Il suo modo di comunicare coinvolgeva anche il corpo, non solo alla fine quando era malato e sofferente ma anche quando era giovane e sportivo". "Con la sua gestualità e corporeità aggiunge – determinava una sorta di ottimismo e l’immagine di una fede trionfante oltre la ragione”. ” “La sua mano sul capo di un bimbo. È il ricordo “più bello” che la pluricampionessa olimpica (oltre a 24 vittorie in coppa del mondo, 66 podi e 35 titoli italiani assoluti) Stefania Belmondo ha di Giovanni Paolo II. Una figura doppiamente importante perché, rivela, “assomigliava veramente tanto a mio padre. Sapere che condivideva con noi atleti dello sci questa passione sportiva ci spronava sempre a far meglio e a dare il massimo e a non mollare mai in ogni gara. Lui era l’atleta di Dio, un esempio da seguire. Ma c’è un’altra cosa che mi ha insegnato Papa Wojtyla, l’amore e il rispetto della natura, dei suoi silenzi e della sua bellezza. Era vicino alla natura più di chiunque altro. E quando sciava era troppo bello”.” ” ” ” ” “