Superare “ogni discriminazione economica tra gli alunne di scuole statali e paritarie”, in modo da attuare l’effettiva parità scolastica, non ancora pienamente raggiunta a più di cinque anni dalla legge di riforma. E’ l’appello contenuto nel documento su “La riforma del sistema educativo e le prospettive del paese”, diffuso oggi dal Centro studi scuola cattolica (Cssc), organismo collegato con la Cei. “Sosteniamo con forza la necessità di un pluralismo istituzionale e culturale, rappresentato da una pluralità di soggetti statali e non statali operanti nei rispettivi territori”, si legge nel testo, in cui si auspica “l’attuazione di politiche nazionali e regionali che consentano l’esercizio pieno della libertà educativa delle persone e delle famiglie, che in Italia continua ad essere gravemente disattesa, pur essendo un diritto di tutti e non un privilegio di una minoranza”. In particolare, il Cssc rilancia una proposta già avanzata nel 2003, in cui si faceva presente che “tutte le scuole del servizio educativo pubblico, indipendentemente dalla natura giuridica della gestione, devono poter essere rese accessibili considerando che sono gli stessi alunni titolari, con i genitori, del diritto all’istruzione” (segue).