Tuttavia, dichiara Cantini "la mappa del ritiro dai Territori occupati non è la stessa in tutti i partiti che condividono l’operazione. Per Kadima all’interno dei Territori occupati vengono mantenute tutte le grandi Colonie, la totalità di Gerusalemme, i luoghi santi della tomba dei patriarchi a Ebron e della tomba di Rachele a Nord di Betlemme, la valle del Giordano e una fitta rete stradale che, di fatto, dividerebbe i palestinesi dentro una sorta di cantoni semichiusi. Meno radicale è il progetto di mantenimento delle Colonie dei laburisti, mentre Meretz lo riduce al minimo, lasciando Gerusalemme vecchia agli arabi e prevedendo un accordo con i palestinesi sui luoghi santi". Ma è dubbio che un ritiro tanto parziale e unilaterale come quello previsto da Kadima sia accettato dalla Comunità internazionale. E rimane da demolire l’illusione che la costruzione di un muro sia una soluzione più sicura e più definitiva della costruzione della pace, anche se, per fortuna, Olmert si è dato un periodo di quattro anni per attuare il ritiro, ma anche per verificare la possibilità di un ritorno al negoziato".