CATTOLICI E SOCIETÀ: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana
Si parla delle prossime elezioni, ovviamente, nel comunicato finale del Consiglio permanente della Cei. I vescovi ribadiscono una linea ormai chiara, già illustrata in apertura dal presidente, sottolineando "i contenuti irrinunciabili" fondati sul primato della persona e le priorità sulla vita e sul sostegno alla famiglia legittima fondata sul matrimonio. Perché? Perché oggi sono in discussione e si profilano, in particolare su questi due versanti, scelte decisive. E la Chiesa e i cattolici prendono posizione con indicazioni di principio e di valore, fondate sulla concretezza della esperienza di vita e non sull’affermazione ideologica, cioè astretta e scollegata con la realtà delle cose.
C’è l’attualità stretta dunque, nel documento, senza reticenze, ma c’è anche la prospettiva, c’è l’attenzione e la passione con cui i cattolici seguono l’evoluzione della società italiana e della vita del paese in un momento delicato. Ecco quindi il Convegno ecclesiale di Verona, su cui si innestano altri impegni pastorali strettamente connessi: la pastorale della salute (e il sostegno alla fragilità), i giovani e la formazione dei preti. Verona dunque, su cui sono impegnate le diocesi, le associazioni e i movimenti, in una serie capillare di centinaia di iniziative che forse non fanno notizia singolarmente – anche per i tic del sistema della comunicazione – ma che stanno mettendo in movimento tante energie sui cinque ambiti in cui si articola il tema della testimonianza della speranza del mondo che è Gesù risorto: la tradizione, gli affetti, la fragilità, la cittadinanza e la festa e il lavoro, tra iniziative di respiro nazionale e di vita diocesana e regionale. Sulla preparazione di Verona, che è occasione di confronto, di approfondimento, di proposta, di vita ecclesiale, si intreccia un’impegnativa iniziativa dei giovani e per i giovani: un percorso nazionale in tre anni, incastonati dalla GMG di Sydney. Sarà un modo per articolare una nuova soggettività dei giovani, nella chiesa e soprattutto in una società che si avvia all’invecchiamento di massa. I fatti di Parigi, prima i giovani delle periferie e poi i giovani delle università e dei grandi licei cittadini, dimostrano che prima ancora delle risposte il problema è quello di articolare bene le domande e così costruire ed offrire orizzonti di speranza.
Che questa passi attraverso un cristianesimo, una fede coerentemente pensata e vissuta può sembrare un paradosso per che ragioni secondo logori e consolidati stereotipi. Ma è forse la lezione più vera del grande Papa Giovanni Paolo II di cui il mondo oggi celebra il primo anniversario e nello stesso tempo della prima enciclica e del magistero del suo successore Benedetto XVI: "il cristianesimo, ricorda il Papa, non è un mondo chiuso in sé, ma si rivolge all’uomo nella sua interezza, purifica la sua ricerca e la dischiude a nuove dimensioni".