"È ormai tempo di riflettere sul mondo che stiamo costruendo e di fare la nostra parte in un dibattito serio e democratico". In questi giorni la Francia si sta mettendo in discussione, e l’arcivescovo di Parigi, mons. Vingt-Trois, ieri ha invitato i giovani cattolici a non tirarsi indietro; riallacciandosi al brano evangelico della guarigione del cieco nato (Gv 9, 1-12), l’arcivescovo ha sottolineato che "per accogliere la luce di Cristo, dobbiamo essere in grado di riconoscere che la luce non siamo noi stessi, e che abbiamo bisogno di essere illuminati e guariti. Il nostro mondo, dominato dai mezzi di comunicazione, è strapieno di specialisti autoproclamati, capaci di spiegare tutto quanto e di convincere che tutto era strato previsto. Invece, se davvero speriamo che l’umanità possa uscire dalle sue cecità, almeno noi dobbiamo sapere da dove arriva la luce". Infine, un’ultima provocazione: "Miei cari amici ha concluso mons. Vingt-Trois le circostanze ci pongono davanti a una scelta alla quale non possiamo sfuggire: qual è il valore supremo della nostra vita? Siamo pronti a dare fiducia a Dio e rischiare le nostre sicurezze nel servizio ai nostri fratelli? O preferiamo la sicurezza della società dei consumi e della protezione del tenore di vita? Nessuno può imporre la risposta a queste domande. La risposta deve brillare della vostra libertà e del vostro desiderio di amare e servire i vostri fratelli. Ma se voi scegliete la libertà in Cristo, io posso garantirvi che Dio non vi lascerà cadere, e vi riempirà di gioia".