"Viviamo in una crisi sociale e politica che affonda le proprie radici negli ultimi decenni, una crisi che rivela anzitutto una particolare ansia sul futuro. E’ per questo che dobbiamo fermarci a riflettere su come ci prefiguriamo il nostro destino. Chi ha le soluzioni per il nostro futuro? Che cosa ci attendiamo? Qual è la nostra speranza?". Sono queste le domande che l’arcivescovo di Parigi, mons. Vingt-Trois, ha rivolto ieri alle centinaia di giovani che hanno preso parte al consueto pellegrinaggio degli studenti a Chartres, alla sua settantunesima edizione. Inevitabile il riferimento alle tensioni sociali che da giorni infiammano la Francia: "Per molti ha sottolineato l’arcivescovo la sola speranza che li motiva è quella della sicurezza: sicurezza del lavoro, del tenore di vita, della salute. Ma chi può lasciarvi credere che vi potrà garantire queste sicurezze? La questione radicale è riconoscere a chi accordate il massimo della vostra fiducia, vale a dire chi può condurvi alla realizzazione della vostra vita, a un equilibrio che possa permettervi di conoscere la felicità. Ma non solamente una piccola felicità misurabile sulla base delle sicurezze garantite dal contratto collettivo, non solamente la felicità di una professione tutelata, ma la felicità vera e profonda che solo la gioia di essere al mondo e di vivere può donare". "Questa felicità ha ricordato l’arcivescovo ai giovani nessuno ve la può servire su un piatto d’argento con il talismano di un diploma. Bisogna costruirla e ricostruirla giorno dopo giorno" (segue)