VERSO VERONA 2006: MONS. CORTI (NOVARA), UNA “CULTURA A MISURA DELL’UOMO” E’ ATTENTA “ALLA SUA DEBOLEZZA”

“I cristiani laici si devono chiedere come incarnare una presenza significativa in tutte quelle situazioni nelle quali l’uomo si misura con la sua fragilità”. E’ quanto scrive in una lettera alla diocesi, il vescovo di Novara mons. Renato Corti, in occasione dell’avvio, oggi 24 marzo nel capoluogo piemontese, della sezione nazionale (fino al 7 aprile) del progetto “Passio 2006” sul tema della fragilità, terzo ambito di riflessione del Convegno ecclesiale di Verona. Un ambito da intendersi, secondo il presule, come “luogo in cui dare testimonianza del Vangelo”. Di qui l’invito ai laici ad “essere presenti là dove molte persone corrono il rischio di essere emarginate, proprio mentre avrebbero maggior bisogno che qualcuno si prenda cura di loro”. In particolare, sottolinea il vescovo, i cristiani “sono chiamati a diffondere nell’opinione pubblica l’idea che la cultura è a misura dell’uomo quando sospinge a prestare speciale attenzione” alla “sua debolezza”. L’accoglienza del nascituro e del bambino, il soccorso al povero, l’ospitalità di chi è abbandonato, la vicinanza e il sostegno al malato, all’anziano, a chi va verso la sua ultima ora; la sensibilità nei confronti degli immigrati e dei carcerati: queste alcune situazioni concrete richiamate dal presule, che sottolinea l’intenzione della diocesi di “coinvolgere e contagiare positivamente molte persone perché non disertino i luoghi della fragilità e li frequentino invece con una premurosa e generosa presenza”.