“I bielorussi, per lo più, non hanno consapevolezza di sé; lo stalinismo li ha privati della loro identità, ma le proteste di questi giorni dimostrano che non vi è solo apatia e che inizia a farsi sentire, ancorché timidamente, l’influsso di quanto avvenuto in Georgia e Ucraina”. Lo ha detto al Sir, in un’intervista da stasera on line su old.agensir.it, padre Claude Robinet di Radiovaticana, commentando il clima del Paese nel quale, a quattro giorni dalle elezioni di domenica 19 marzo che hanno riconfermato presidente Aleksander Lukashenko, continuano le proteste degli oppositori che accusano la leadership di brogli, mentre l’opposizione ha proclamato una grande manifestazione nazionale per sabato prossimo, 25 marzo, per chiedere di ritornare alle urne. Padre Robinet parla di “elezioni truccate”, tuttavia legge come “segnale positivo” il fatto che, nonostante alcuni arresti dei manifestanti, “le proteste non siano ancora state represse dalla polizia”. Il sacerdote esprime perplessità sulle sanzioni economiche minacciate dall’Ue, “che renderanno ancora più difficili le condizioni di vita delle persone”, ma valuta positivamente “la visibilità che l’Occidente sta dando alla vicenda attraverso i media” ed auspica che “anche con il passare dei giorni i riflettori rimangano accesi e l’informazione continui a parlarne”.