MISSIONARI MARTIRI: GIOVEDI 24 MARZO LA GIORNATA DI PREGHIERA E DI DIGIUNO

"Se desideriamo davvero parlare di Cristo crocifisso non dobbiamo avere paura di essere là dove Cristo è crocifisso oggi. Dobbiamo liberare i crocifissi di oggi dalle loro croci, a rischio di finire crocifissi noi stessi". Sono le parole di padre Luis Linter, sacerdote altoatesino, ucciso nel 2002 in Brasile, sono richiamate nella diocesi di Bolzano per la veglia di preghiera e di digiuno in memoria dei missionari martiri. Come ogni anno in tutte le diocesi viene vissuta questa ricorrenza che è tra le più recenti tra le "giornate" celebrate annualmente: la prima infatti venne promossa nel 1993. La data prescelta è quella della morte di mons. Oscar Romero, vescovo di San Salvador, ucciso il 24 marzo 1980 mentre celebrava la messa. "La sua ‘colpa’  – si legge in una nota della diocesi di Bolzano – è stata quella di mettersi dalla parte dei poveri e di denunciare le ingiustizie sociali presenti nel paese; i poteri forti del Salvador lo hanno zittito facendolo assassinare. Ancora oggi sono molti i missionari che, nel silenzio, ripercorrono la strada di mons. Romero, scelgono di stare dalla parte dei poveri e degli emarginati e ne subiscono le inevitabili conseguenze. L’elenco dei missionari uccisi nei luoghi del loro servizio ai più poveri continua a rimanere aperto: a don Andrea Santoro, ucciso il 6 febbraio in Turchia, si sono, infatti, aggiunti in queste settimane, altri sacerdoti che hanno offerto la loro vita nell’annuncio del Vangelo.