"L’attenzione per la sofferenza umana e la giusta preoccupazione per la cessazione di ogni forma di accanimento terapeutico afferma ancora il direttore del Centro di bioetica dell’Università Cattolica, nella nota diffusa questa sera – non sono conciliabili con la logica dell’eutanasia, tantomeno nelle sue asettiche ed impersonali forme burocratiche. Esiste una legittimità morale e democratica di manifestare in modo chiaro ed argomentato contro le leggi che si reputano ingiuste (basterebbe pensare al movimento contro la pena di morte), ovunque vengano promulgate, poiché esiste anche una responsabilità morale e sociale nei confronti di prassi che contrastano con il riconoscimento di valori universali basilari e costitutivi della società e della solidarietà umane. Mentre in Italia si parla di eutanasia si tace su quanto ancora non si fa per permettere alla persona morente di terminare con serenità la sua esistenza". Adriano Pessian così conclude la dichiarazione: "L’eutanasia rischia di essere l’ennesima frontiera ideologica di una celebrazione irrealistica ed individualistica della libertà umana. Il riconoscimento dell’inalienabile dignità di ogni essere umano deve essere la fonte per promuoverne, anche in fin di vita, la massima qualità di vita possibile. Questa è l’autentica sfida per la nostra società e per una rinnovata consapevolezza delle responsabilità proprie dell’arte medica". ” ” ” ”