OMICIDIO BIAGI: MONS. VECCHI (VESCOVO AUSILIARE), "LA COSCIENZA DEL PROPRIO DOVERE"

Marco Biagi "aveva chiara la coscienza del proprio dovere: mettersi al servizio del bene comune, nel rispetto dei dati oggettivi, senza cedimenti nei confronti delle posizioni preconcette". Lo ha ricordato ieri pomeriggio a Bologna il vescovo ausiliare mons. Ernesto Vecchi, durante la messa per il quarto anniversario dell’uccisione dell’economista bolognese, "vittima innocente della città del caos che il profeta Isaia identifica con la società costruita sull’orgoglio, sull’ingiustizia, sulla violenza arrogante e perversa". "La sua identità cristiana ha incrementato in lui una forte coscienza sociale, libera da ogni fondamentalismo e fanatismo ideologico", ha precisato il vescovo, e per questo "la sua immagine si è fatta emblematica ed è divenuta ‘segno di contraddizione’, perché gli stimoli e le proposte messi sul tavolo incandescente della dialettica sociale hanno costretto molti a ‘svelare i veri pensieri del loro cuore’". "In tale circostanza – ha aggiunto –, l’impero delle tenebre si è attivato e la congiura degli empi ha preso corpo". Tuttavia, ha sottolineato mons. Vecchi, "distruggendo la vita di Marco mentre lavorava per la pace sociale, secondo il diritto e la giustizia, i suoi assassini, ideologicamente ritardati e sconfitti, non pensavano d’incrementare oltre misura la sua potenzialità mediatrice". "Col suo sacrificio cruento", ha concluso il vescovo, Marco Biagi "è entrato nella dinamica del sacrificio eucaristico, sostegno di ogni mediazione e principio di ogni riconciliazione sociale".