Lo statuto del Forum che verrà sottoscritto e firmato a Milano il 21 marzo – “equinozio di primavera, data scelta per il suo significato cosmico, che prescinde da simbolismi religiosi”, hanno spiegato i promotori, “sarà non un punto di arrivo, certo, ma soprattutto di partenza”. “Il dialogo è l’unico cammino che può portare all’incontro, dando valore alle tante cose che ci uniscono e non a quelle che ci dividono”, ha riflettuto Muhammad Danova, rappresentante dell’Islam, secondo il quale “sono molti i segni da valutare positivamente, come la visita del rabbino capo di Roma alla Moschea della capitale, che consideriamo un evento “normale”. Parole cui ha fatto eco la rappresentante della comunità buddista a Milano (circa 10.000 persone), che ha sottolineato “il grande valore di uno scambio paritetico tra una minoranza, come il buddismo milanese, e la maggioranza che, in città, appartiene ad altri credi”. “Il problema – ha ricordato il presidente dell’Associazione dei Rabbini d’Italia, Giuseppe Laras – è quello di coinvolgere nuove comunità religiose all’interno del Forum, ma soprattutto di ritrovarsi, senza verticismi, su strategie di avvicinamento reciproco in direzione della pace, altrimenti si rischia di non riuscire a trasmettere il messaggio di riconciliazione del quale tutti vogliamo farci portatori”.