La nuova “circoscrizione estera” per le elezioni politiche italiane è "la conferma che gli italiani all’estero esistono e formano un’altra Italia che viene riconosciuta non più solo come problema da assistere o realtà economica che, con le sue rimesse, ha contribuito non poco alla ricostruzione del Paese sotto tutti i punti di vista, ma ormai è un soggetto adulto con le sue caratteristiche e potenzialità": lo afferma la Fondazione Migrantes della Cei alla vigilia delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile che eleggeranno per la prima volta 12 deputati e 6 senatori in rappresentanza degli italiani nel mondo. Tutto questo è la dimostrazione aggiunge la Migrantes – che esistono "molte Italie con storie, cammini, bisogni, potenzialità e tradizioni diverse che è giusto rispettare ed è bene cogliere nelle loro peculiarità". I candidati, diventando parlamentari dell’unica Italia, sono “esperti” soprattutto dei collegi dove si presentano e dove otterranno i voti e dovranno "rispondere a loro e nello stesso tempo, a tutti gli italiani". Questo evento, secondo l’organismo della Cei, è di particolare importanza perché "nessuno deve fare la parte al posto degli italiani nel mondo che possono camminare con le proprie gambe imparando conclude Migrantes – a muovere i primi incerti passi trovando le forze che non mancano e che sono cresciute dall’esercizio, da oltre un decennio, nelle attività dei Comites e del Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero".