Organizzare una rete di collegamento tra ospedali che ogni giorno si trovano ad affrontare situazioni di grande emergenza e che presentano una localizzazione territoriale difficoltosa e in cui lo spostamento dei pazienti si rende particolarmente difficile. Nasce con questo obiettivo il progetto "Un’ala per guarire", realizzato da Telbios, società italiana di servizi e reti di telemedicina, sostenuto dall’ Aispo, Associazione italiana per la solidarietà fra i popoli e patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri. A darne notizia è l’agenzia internazionale Fides che spiega nel dettaglio l’iniziativa: "otto gli ospedali (sei governativi palestinesi, una struttura privata e un ospedale italiano in territorio israeliano) nei quali è stato realizzato un network di telemedicina fra i medici specialisti, attrezzati con sistemi di videoconferenza su linee Isdn, che consentirà ai medici palestinesi, insieme a colleghi italiani, di richiedere via web appuntamenti e confronti di teleconsulto, condividendo in tempo reale con altri specialisti i dettagli relativi ai dati clinici trattati. Due ospedali sono stati, anche, equipaggiati con un sistema di Telepatologia, che permetterà di eseguire a distanza diagnosi di anatomia patologica. Il collaudo della rete è già stato realizzato e tutto è ormai pronto per l’utilizzo". Gli ospedali sono tutti nei territori di Beit Jala, Jenin, Ramallah, Nablus, Gaza e Nazareth. Inoltre, è stata svolta localmente la formazione del personale sanitario e tecnico addetto al funzionamento della rete.