Un decalogo per chiedere ai candidati alla prossima legislatura "una nuova politica di cooperazione" e "un nuovo modello istituzionale e organizzativo" per affrontare i problemi della povertà nel mondo: è l’appello lanciato oggi a Roma dall’Associazione delle Ong italiane, insieme al Forum permanente del Terzo settore, a Medici con l’Africa-Cuamm e alla Fondazione culturale responsabilità etica. L’appello, in dieci punti, comprende, tra l’altro, la richiesta di "maggiore coerenza" tra le politiche di aiuto allo sviluppo e le linee di commercio internazionale e di politica estera (ad esempio le barriere tariffarie sulle importazioni o gli interventi militari negli stessi Paesi con cui si coopera), ma soprattutto "la nomina, presso il ministero degli Affari Esteri, di una figura politica che porti all’interno del Consiglio dei ministri i problemi della cooperazione allo sviluppo", ha spiegato Guido Barbera, delegato europeo dell’Associazione Ong italiane. Tra le altre richieste, l’istituzione di una agenzia che gestisca in autonomia le attività di cooperazione e l’aumento delle risorse dall’attuale 0,11% del Pil allo 0,33% nel 2006 fino allo 0,7% nel 2011. (segue)