Parlando dell’urgenza, per niente "scontata", "di investire per ciò che è di tutti, per il bene e il senso comune", Francesco Bonini, coordinatore del Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei, ha dato il via alla tavola rotonda sul tema "Nel labirinto dei media: quali fili di speranza?", che si è svolta stamattina, ad Ancona, nel corso del convegno "Comunicare speranza", promosso dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. "Non dobbiamo mai dimenticare ha detto Ferruccio De Bortoli, direttore del quotidiano Il Sole 24 ore, in un’intervista registrata che al centro dell’informazione c’è la persona, da non trasformare in un momento di spettacolo. Troppo spesso, ultimamente, invece, lo spettacolo prevale sull’informazione". Se oggi, ha aggiunto De Bortoli, "c’è una crisi di fiducia nei nostri mezzi e siamo sperduti nella globalizzazione", la risposta si può trovare "nel credere di più nella nostra identità e riscoprire i valori cristiani che stanno alla base del nostro agire quotidiani". Di qui pure "la riscoperta del ruolo di guida, anche spirituale, della Chiesa, che dà un po’ di corpo alla nostra identità in questo mondo globale, che crea nuovi disorientamenti". Con lo sviluppo delle tecnologie informative, ha detto il giornalista, "l’informazione può diventare strumento di potere e di ricerca del consenso". Infine, ha osservato De Bortoli, "bisogna combattere il conformismo diffuso nei media e riportare al centro del dibattito la persona. Troppo spesso si racconta la realtà dall’alto, invece occorre farlo dal basso".