A meno di venti giorni dalle elezioni politiche israeliane si delineano i programmi dei partiti in lizza. L’obiettivo di Kadima, il nuovo partito fondato da Sharon e ora guidato da Ehud Olmert è quello di avere entro il 2010 confini definitivi con l’Autorità nazionale palestinese. In vista anche ritiri dalle colonie più isolate e costruzioni di nuovi appartamenti. "Non si tratta di proposte nuovissime dice al SIR il custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa -. Kadima è un partito di centro, moderato che vuole arrivare ad una soluzione definitiva con i palestinesi. È chiaro che in questo momento, prima delle elezioni, non possono mostrare aperture di dialogo con una realtà palestinese guidata da Hamas. Ma qui in Medio Oriente siamo abituati alle sorprese, quindi non mi stupirei se ce ne fossero in futuro". Intanto si susseguono i sondaggi pre-elettorali che accreditano a Kadima 37-38 seggi, rispetto ai 19-20 del partito laburista di Amir Peretz e ai 14-17 del Likud di Benjamin Netanyahu. Non si è fatta attendere la replica del leader di Hamas, Khaled Meshaal che, dalla sua casa di Damasco, ha definito le proposte di Olmert "non un piano di pace ma una dichiarazione di guerra che permetterà ad Israele di restare in gran parte della Cisgiordania, di mantenere il muro e di rifiutare qualsiasi concessione su Gerusalemme Est".