Il primo dei “germi di speranza” individuati “nel cammino della Chiesa” da mons. Cataldo Naro, intervenuto oggi al convegno nazionale degli uffici diocesani per le comunicazioni sociali (Ancona, fino all’11 marzo), è “l’ambizione umile ma ferma di fermentare con il Vangelo le forme della cultura del nostro tempo” che, per il presidente della Commissione episcopale cultura e comunicazioni sociali, mostra lo “slancio missionario” della Chiesa italiana, “per niente rassegnata a una marginalità che significhi rinuncia al compito assegnatole dal Signore”. Un secondo “germe di speranza” risiede nel “carattere popolare del cattolicesimo italiano”, “chance missionaria di straordinaria portata”. Per il presule “non rinunciare alla sua connotazione popolare”, significa per la Chiesa “continuare ad alimentare la speranza dei poveri”. Di qui il rinnovamento della parrocchia “messo recentemente a tema dalla Chiesa italiana”. E ancora: il “clima di sostanziale dialogo tra le sue varie componenti”, la “riscoperta della preghiera” e la “ricerca di Dio che attraversano le Chiese diocesane, i gruppi e i movimenti ecclesiali” vanno “incoraggiati e sostenuti” perché, sottolinea mons. Naro, “le difficoltà della comunicazione della fede” sono superabili, “prima ancora che attraverso la competente assunzione dei linguaggi del nostro tempo, attraverso una sempre rinnovata esperienza di incontro e comunione col Signore risorto”. Un ulteriore “germe di speranza” ravvisato dal presule è, infine, il “coraggioso confrontarsi della Chiesa con la sfida della comunicazione”; un percorso di cui è “frutto significativo” il direttorio sulle comunicazioni sociali nella missione della Chiesa Comunicazione e missione“.