"La donna in mobilità è, come tutte le donne, promotrice di cultura, di solidarietà e di speranza. In un tempo in cui si nota un notevole cambiamento della posizione e dei ruoli della donna, essa, immigrata, emigrata, nomade, circense e moglie dei marittimi, rimane al centro dell’attenzione familiare perché è colei che davanti ai problemi della vita, del dolore, dell’assistenza dimostra una ineguagliabile grandezza, soprattutto nell’educazione dei figli": lo dice al Sir mons. Piergiorgio Saviola, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei nella festa delle donne. "Il loro ruolo aggiunge mons. Saviola – non deve essere dimenticato perché le donne sono le testimoni e le autrici di una presenza positiva capace di concretizzare ideali e valori fondamentali che vanno riscoperti, soprattutto in questo tempo". "Sono le donne. Infatti, in molti casi conclude mons. Saviola – collaboratrici importanti degli operatori pastorali nel trasmettere la fede, nella preparazione catechetica ai sacramenti, coinvolgendo i mariti e assumendo ambedue il ruolo di soggetti di pastorale".