TESTIMONI DEL XX SECOLO: MADELEINE DELBRÊL, UNA VITA AL SERVIZIO DEI POVERI, IN DIALOGO CON L’ATEISMO (2)

” “Con altre due ragazze, nel 1933, partì per Ivry, sobborgo parigino operaio e marxista, dove scoprì, per la prima volta, la povertà più estrema delle famiglie, e il confronto con una cultura che escludeva Dio dalla vita e provocava anche scontri sociali tra i militanti comunisti e i pochi cristiani del quartiere. Lì capì che “bisognava diventare testimoni di Dio nella vita ordinaria”, ha spiegato poi Francette Rodary. Diventò assistente sociale e venne assunta alla direzione dei servizi sociali del Comune. “Fu incaricata degli aiuti sociali nei cinque anni della seconda guerra mondiale – ha ricordato Francette -. La fede la spinse ad essere attiva e creativa, inventando strutture per i poveri e impegnandosi per cambiare le leggi che provocavano situazioni di ingiustizia e povertà”. Dal lavoro in comune con i marxisti di Ivry nacquero “legami molto forti, amicizie rispettose delle convinzioni dell’altro” e ancora oggi una delle equipe Madeleine Delbrêl “continua a lavorare con loro per i senza dimora e gli immigrati”. Secondo la Delbrêl, che ha lasciato numerosi scritti che documentano il suo pensiero e la sua opera “l’incontro con i comunisti atei dovrebbe sensibilizzare i cristiani sui problemi della giustizia sociale e ampliare invece in loro i problemi sul senso della vita, della morte e dell’aldilà”. Ma per ottenere tutto ciò, precisava, “bisogna essere cristiani autentici, che agiscono con evidente disinteresse e gratuità, pronti a rispondere alle domande in un linguaggio accessibile ai non credenti”. Compagne di Delbrêl sono ancora presenti a Parigi e Amiens. Un comitato di “Amici di Madeleine Delbrêl” riunisce un gruppo di oltre 500 persone, in Francia ed altrove, che seguono la sua spiritualità.” ” ” “