VERSO VERONA 2006: MONS. GIULIODORI (CEI), PER LA COMUNICAZIONE “NON BASTANO LE BUONE INTENZIONI”

“Nella comunicazione della speranza un posto di primo piano” spetta “ai settimanali cattolici locali, che dalla loro nascita hanno saputo intercettare e raccontare la testimonianza coraggiosa e profetica di tanti credenti”. Così mons. Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per le comunicazioni sociali, in un’intervista per SIR Italia. Riflettendo sul convegno nazionale “Comunicare speranza” promosso dalla Cei (Ancona 9-11 marzo) in vista del convegno di Verona, mons. Giuliodori afferma che i cristiani devono “far sentire la presenza della Chiesa nella società e animare con intelligenza i diversi linguaggi dell’arena pubblica”; un compito per il quale “non bastano le buone intenzioni” ma “serve un discernimento accurato e ampio”. Ripercorrendo i dieci anni tra Palermo e Verona, il direttore dell’Ufficio Cei pone in risalto “il cambiamento di mentalità” della Chiesa, cui sono seguite precise “scelte concrete”. Tra queste, il direttorio sulle comunicazioni sociali “Comunicazione e Missione”, “l’impegno per una presenza televisiva a carattere nazionale con Sat 2000” e gli investimenti “sulle nuove tecnologie, soprattutto Internet, dove sono registrati oltre 10.000 siti promossi e gestiti da cattolici”. Un panorama in cui continuano a mantenere un ruolo significativo anche i settimanali cattolici, “presidio comunicativo insostituibile”, conclude mons. Giuliodori, per collegare “in modo organico la vita ecclesiale con le istanze concrete dei cittadini”.