IRAQ: ITALIA CARITAS, “OLTRE 100.000 CRISTIANI ESULI IN TURCHIA E MEDIO ORIENTE, MA SCARSI AIUTI”. AUMENTANO NEL PAESE I BISOGNI SOCIALI (2)

Intanto in Iraq la sicurezza non è garantita nemmeno agli operatori umanitari: negli ultimi due anni e mezzo almeno 50 persone sono state uccise, “il più alto numero di operatori umanitari uccisi in un solo Paese negli ultimi dieci anni”, ha affermato Kasrah Mofarah, del comitato di coordinamento delle ong in Iraq. La Caritas lamenta la crescita dei bisogni sociali della popolazione dall’inizio del conflitto, nel 2003. “La distribuzione di viveri da parte degli organismi umanitari interessa oramai il 65% della popolazione, oltre 13 milioni di persone”. Una misura dell’aumento della povertà viene data da Caritas Iraq, che ha visto crescere le richieste nell’ambito del suo programma “Well baby programme” per aiutare i bambini malnutriti e le mamme in gravidanza o che allattano. Nel 2005, nei 13 centri Caritas (di cui 7 a Baghdad) e nei 6 della Mezzaluna rossa sono stati curati 22.053 bambini, con un peggioramento del 25% dall’inizio alla fine dell’anno. L’Iraq, si legge nell’articolo, “quindici anni fa vantava condizioni sanitarie da Stato mediamente sviluppato, mentre oggi presenta standard epidemiologici e di assistenza da nazione sottosviluppato, con un peggioramento della situazione alimentare di mamme e figli, soprattutto nelle zone rurali”.