Il "più alto tasso di disoccupazione; "l’amaro" fenomeno dell’emigrazione; la delinquenza organizzata che ogni giorno "fa sentire la sua presenza, strozzando la già debole economia e spargendo tristi segni di degrado e di morte"; la pubblica amministrazione che si "mostra sempre più frenata a fornire risposte adeguate alle esigenze più pressanti delle comunità locali": sono queste le "piaghe antiche e nuove" che continuano ad "affliggere la convivenza umana e sociale del vibonese. La denuncia arriva dalla comunità ecclesiale di Vibo Valentia, in Calabria, in un documento firmato ieri, 1 marzo, in occasione della festa di San Leoluca, patrono della città.
Il documento è sottoscritto dai parroci, dalle associazioni laicali della diocesane e dal sindaco, alla presenza del vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Domenico Cortese. "La sfida che ci proviene dal degrado sociale che è davanti agli occhi di tutti si legge nel documento – indica come campo immediato e privilegiato di attenzione e di impegno la stessa città in cui viviamo, che deve essere amata molto di più. Per essa e per la comunità umana che la abita occorre assumere un impegno sincero, particolarmente formando dei laici cristiani competenti". I firmatari si impegnano ad elaborare "un progetto educativo, in collaborazione con le famiglie e la scuola, ad istituire accanto all’Osservatorio della povertà, un Osservatorio che supporti e valuti tutte le scelte delle amministrazioni pubbliche".