Il viaggio del Papa in Turchia “E’ una grande sfida, serve per capire il senso della presenza delle minoranze al suo interno e alcuni aspetti del dialogo interreligioso. Ma non bisogna avere paura di analizzare i problemi reali, quali il rispetto della libertà religiosa e di pensiero, per chiedersi se davvero serve l’ingresso della Turchia in Europa”: E’ il parere, espresso oggi al Sir da padre Justo Lacunza-Balda, del Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (Pisai), a margine del convegno “Migrazioni e società . Dialogare per convivere” organizzato alla Pontificia università urbaniana da Fondazione Scalabrini, Scalabrini international migration institute e Centro studi emigrazione di Roma. Secondo padre Lacunza-Balda il viaggio di Benedetto XVI manifesta la “buona volontà ” di incontrarsi delle persone, ma “la vera difficoltà è l’idea sempre più forte che la Turchia debba per forza far parte dell’Europa. Perché? Non si possono avere ottimi rapporti come con la Cina? Basta guardare la cartina per rendersi conto di dove sono le frontiere e analizzare i problemi reali delle minoranze e dell’uso delle libertà per rendersi conto che ci sono difficoltà fondamentali e centrali”.