INCIDENTI SUL LAVORO: NERVEGNA (MLAC), SONO "LA PUNTA DI UN ICEBERG"

"È bene che l’opinione pubblica sia sensibilizzata di fronte a questi episodi, ma non bisogna dimenticare che sono solo la punta di un iceberg: di morti bianche ce ne sono di continuo e molte vengono tenute nascoste, perché riguardano cittadini immigrati che lavorano in nero". È il commento di Cristiano Nervegna, presidente del Movimento lavoratori di Azione Cattolica (Mlac), a proposito della morte di quattro operai in Umbria, sabato scorso, a seguito di un’esplosione in un deposito di olii. 1.200 gli incidenti mortali nel 2005 su un totale di 940.000 infortuni, secondo i dati Inail, ma "preoccupa – aggiunge Nervegna al Sir – che a fronte di una ripresa industriale corrisponda proporzionalmente un aumento degli incidenti mortali". Questo dato significa che "i progressi in materia di sicurezza sul lavoro sono fermi". Il presidente del Mlac, esperto in questo settore, osserva come un mercato più flessibile, anziché "far emergere il lavoro nero", abbia contribuito "a spostare l’attenzione dal lavoratore al processo produttivo". Occorre dunque, conclude, "ripristinare la centralità della persona che lavora" e formare gli imprenditori sull’importanza della legge sulla sicurezza, che non è "un vincolo inutile, ma migliora persino la produttività dell’azienda".